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Tasse e Partita IVARegole 2026

Calcolo IRPEF 2026: scaglioni, detrazioni e imposta netta

Calcola l'IRPEF 2026 dal tuo reddito complessivo: imposta lorda per scaglioni, detrazioni, IRPEF netta e addizionali, con il confronto rispetto al 2025.

Regole verificate il sulle fonti ufficiali. Vedi le fonti

Il tuo reddito

Solo lavoro dipendente (art. 49 del TUIR, il Testo unico delle imposte sui redditi). Per collaborazioni coordinate e continuative e borse di studio scegli la voce dedicata. Conta il reddito che prevale: con redditi di tipo diverso il risultato è indicativo.

Lo trovi nella Certificazione Unica (CU), punto 1 o 2, oppure nel 730-3, rigo 11.

Cosa conta nel reddito complessivo

È il totale dei tuoi redditi tassati a IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), compresi gli eventuali altri redditi oltre a quello principale. Non è la RAL (retribuzione annua lorda). Escludi la rendita della casa in cui abiti e le somme tassate a parte: affitti in cedolare secca, reddito forfettario, premi di produttività, mance tassate a parte.

Se hai lavorato tutto l'anno lascia 365. Altrimenti li trovi nella CU, punto 6.

Dove vivi

Serve per le addizionali di Regione e Comune: conta dove avevi la residenza al 1° gennaio 2026.

Affina il calcolo

Affitti in cedolare secca, reddito in regime forfettario e mance tassate a parte. Non pagano IRPEF, ma per legge si sommano al reddito quando si calcolano detrazioni e bonus. Le quote esenti di impatriati e ricercatori non sono gestite.

Contributi previdenziali, previdenza complementare, assegno all'ex coniuge e simili. Inserisci il totale già nei limiti di legge.

Interessi del mutuo, spese scolastiche, erogazioni ai partiti, polizze contro le calamità: inserisci la detrazione, non la spesa. Le spese sanitarie non vanno qui: non sono gestite. Se il tuo reddito supera € 120.000, inserisci la detrazione già ridotta per i limiti di legge (art. 15, comma 3-bis, e art. 16-ter del TUIR): è l'importo che trovi nel 730-3 o nel modello Redditi.

Per l'addizionale regionale, se non vuoi indicare il Comune. Se scegli il Comune, la Regione la prendiamo da lì.

Se il tuo Comune non è nell'elenco o vuoi usare aliquote diverse da quelle pubblicate dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze).
Vedi il risultato

IRPEF netta 2026

€ 4.299all'anno

Importo esatto € 4.298,81 · aliquota media 14,3% · marginale 33%

Nel 2026 paghi € 40,00 in meno rispetto al 2025.
Rispetto al 2025
− € 40,00
di IRPEF nel 2026 (nel 2025 era € 4.338,81)
Aliquota marginale
33%
l'aliquota dello scaglione in cui cade l'ultimo euro
IRPEF su € 100 in più
€ 41,59
marginale effettiva 41,6%, detrazioni comprese
Il conto in colonna
Imposta lorda23% su € 28.000,00 + 33% su € 2.000,00€ 7.100,00
meno Detrazione per lavoro dipendentedi cui € 65,00 di maggiorazione€ 1.801,19
meno Ulteriore detrazione (taglio del cuneo fiscale)€ 1.000,00
uguale IRPEF netta 2026€ 4.298,81
Il tuo reddito imponibile di € 30.000,00 negli scaglioni: ogni aliquota vale solo sulla sua parte.
  • 23% fino a € 28.000€ 28.000,00 · 93%
  • 33% da € 28.000 a € 50.000€ 2.000,00 · 7%

Addizionali regionale e comunale non incluse: scegli il tuo Comune di residenza, oppure solo la Regione in «Affina il calcolo», per aggiungerle.

Come viene calcolato

  1. Partiamo dal reddito complessivo, cioè la somma dei tuoi redditi tassati a IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), senza la casa in cui abiti. Togliamo gli oneri deducibili, come la previdenza complementare: resta il reddito imponibile. Cedolare secca, mance tassate a parte e il reddito del regime forfettario non pagano IRPEF, ma li chiediamo a parte perché contano per detrazioni e bonus.
    Reddito imponibile = reddito complessivo − oneri deducibili
  2. Applichiamo gli scaglioni 2026: 23% fino a € 28.000, 33% da € 28.000 a € 50.000 (nel 2025 era il 35%) e 43% oltre € 50.000. Ogni aliquota vale solo per la parte di reddito nel suo scaglione. Il risultato è l'imposta lorda.
    Scaglioni IRPEF. Fonte: art. 11 del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi), modificato dalla Legge 199/2025, art. 1, comma 3.
    Reddito imponibileAliquota 2026Nel 2025
    fino a € 28.00023%23%
    da € 28.000 a € 50.00033%35%
    oltre € 50.00043%43%
    Imposta lorda = 23% × min(reddito; € 28.000) + 33% × parte tra € 28.000 e € 50.000 + 43% × parte oltre € 50.000
  3. Togliamo la detrazione per tipo di reddito (lavoro, pensione o lavoro autonomo). È più alta per i redditi bassi e si azzera a € 50.000. Per dipendenti, collaboratori e pensionati si riduce in base ai giorni dell'anno, tranne la maggiorazione di € 65 (€ 50 per i pensionati), che spetta per intero. Affitti, terreni e redditi di capitale non ne hanno diritto.
    Detrazioni per tipo di reddito (art. 13 TUIR). Fonte: Istruzioni Modello 730/2026, tabelle 6, 7 e 8.
    RedditoImporto pienoPoi scendeMaggiorazione
    Lavoro dipendente e assimilati (co.co.co., borse di studio)€ 1.955 fino a € 15.000fino a zero a € 50.000+ € 65 tra € 25.000 e € 35.000
    Pensione€ 1.955 fino a € 8.500fino a zero a € 50.000+ € 50 tra € 25.000 e € 29.000
    Lavoro autonomo e altri redditi (art. 13 c.5)€ 1.265 fino a € 5.500fino a zero a € 50.000+ € 50 tra € 11.000 e € 17.000
    Dipendenti, da € 15.000 a € 28.000: € 1.910 + € 1.190 × (€ 28.000 − reddito) ÷ € 13.000
    da € 28.000 a € 50.000: € 1.910 × (€ 50.000 − reddito) ÷ € 22.000
  4. Per i soli dipendenti togliamo l'ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale: fino a € 1.000 con un reddito tra € 20.000 e € 40.000. Collaboratori e borsisti non ce l'hanno. Poi togliamo le detrazioni per oneri che inserisci. Nei rapporti teniamo quattro decimali, come l'Agenzia delle Entrate; per l'ulteriore detrazione usiamo il valore esatto.
  5. Quello che resta è l'IRPEF netta. Se le detrazioni superano l'imposta, l'IRPEF è zero e la parte in più non viene rimborsata. Dipendenti e pensionati non pagano IRPEF fino a circa € 8.500, i lavoratori autonomi fino a circa € 5.500.
    IRPEF netta = imposta lorda − detrazioni (mai sotto zero)
  6. Aggiungiamo le addizionali di Regione e Comune, se ci indichi dove vivi: una percentuale in più sul reddito imponibile, solo se l'IRPEF netta è maggiore di zero. Usiamo le aliquote del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze).
  7. Per i dipendenti mostriamo a parte la somma esente del cuneo fiscale (fino a € 20.000 di reddito) e il trattamento integrativo (fino a € 1.200 l'anno con un reddito fino a € 15.000): arrivano in busta paga ma non riducono l'IRPEF.

Redditi sopra € 200.000

Dal 2026 chi supera questa soglia ha un taglio di € 440 su alcune detrazioni: quelle al 19% (non le spese sanitarie), le erogazioni ai partiti e le polizze contro le calamità. Per la soglia contano anche cedolare secca, forfettario e mance tassate a parte. Se non hai queste detrazioni, il taglio non ti tocca.

Perché a volte il risultato fa un salto

Per effetto degli scaglioni, guadagnare un euro in più non fa mai tassare di più tutto il resto. Le detrazioni però hanno alcune soglie secche. A € 15.000 la detrazione dei dipendenti cambia formula e a € 20.000 la somma esente lascia il posto all'ulteriore detrazione. Sopra € 200.000 scatta per intero il taglio di € 440: basta un euro in più. Anche alcune Regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Trento, Valle d'Aosta) hanno soglie «tutto o niente». Non è un errore del calcolatore.

Un esempio

Un dipendente con € 30.000 di reddito complessivo paga € 7.100,00 di imposta lorda. Toglie € 1.801,19 di detrazione per lavoro dipendente e € 1.000,00 di ulteriore detrazione: l'IRPEF netta è € 4.298,81, il 14,3% del reddito. Nel 2025 avrebbe pagato € 4.338,81.

Fonti e metodologia

Verificato il . Le regole sono raccolte in un unico file per anno e aggiornate quando cambia la norma. Come lavoriamo

Valori da verificare

  • Taglio di € 440 oltre € 200.000: seguiamo la lettura letterale dell'art. 16-ter, comma 5-bis, del TUIR e lo limitiamo alla detrazione per gli oneri interessati. Senza quegli oneri non ha effetto. Manca un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate.
  • Ulteriore detrazione dei dipendenti tra € 32.000 e € 40.000: calcoliamo il rapporto senza troncarlo alla quarta cifra decimale. La differenza è al massimo di € 0,10.
  • Addizionali comunali: molti Comuni non hanno ancora pubblicato la delibera 2026. Per legge vale l'aliquota del 2025, che segnaliamo nel calcolo.

Limiti della stima

  • Un solo tipo di reddito prevalente: con redditi misti (per esempio lavoro dipendente più partita IVA o affitti tassati a IRPEF) le detrazioni si calcolano come se tutto il reddito fosse del tipo scelto.
  • Per i dipendenti consideriamo tutto il reddito complessivo come reddito di lavoro dipendente, anche per somma esente e trattamento integrativo.
  • Collaborazioni coordinate e continuative, borse di studio e altri redditi assimilati hanno la detrazione dei dipendenti e il trattamento integrativo, ma non la somma esente né l'ulteriore detrazione del cuneo fiscale. L'assegno dell'ex coniuge va con «Partita IVA e altri redditi».
  • Non includiamo detrazioni per familiari a carico, detrazioni regionali per figli o disabilità, crediti d'imposta (anche esteri) e detrazioni per spese diverse da quelle che inserisci a mano.
  • Non gestiamo le detrazioni per spese sanitarie.
  • Trattamento integrativo per redditi tra € 15.000 e € 28.000 non calcolato: dipende anche da detrazioni che il calcolatore non chiede.
  • Non riduciamo le detrazioni per oneri sopra € 120.000 di reddito (art. 15, comma 3-bis, e art. 16-ter del TUIR): se il tuo reddito supera questa soglia, inserisci la detrazione già ridotta, cioè l'importo che trovi nel 730-3 o nel modello Redditi.
  • Non gestiamo quote esenti di impatriati e ricercatori e redditi dei frontalieri. Le mance tassate a parte vanno nel campo dei redditi tassati a parte: contano per detrazioni e bonus.
  • Non vanno nel reddito le somme con imposta sostitutiva del 2026: premi di produttività, aumenti da rinnovo contrattuale tassati al 5%, maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni tassate al 15% (L. 199/2025, commi 7-11).
  • Addizionale comunale: aliquota unica o quattro aliquote sulle fasce standard, con soglia di esenzione. I Comuni con fasce diverse o detrazioni proprie non sono gestiti in modo esatto.
  • Non calcoliamo acconti e saldi, ritenute già pagate, conguagli del datore di lavoro e contributi previdenziali: il calcolatore non parte dalla RAL.

È una stima basata sulle regole 2026. Non sostituisce il 730, il modello Redditi PF o il parere di un professionista o di un CAF (centro di assistenza fiscale).

Domande frequenti

Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?

Sono tre: 23% fino a € 28.000, 33% da € 28.000 a € 50.000 e 43% oltre € 50.000. Rispetto al 2025 cambia solo il secondo scaglione, sceso dal 35% al 33% con la Legge di Bilancio 2026.

Quanta IRPEF pago con 45.000 euro?

Con € 45.000 di reddito complessivo l'imposta lorda è € 12.050,00. Da dipendente togli € 433,95 di detrazione e paghi € 11.616,05 di IRPEF netta (25,8% del reddito); da pensionato paghi € 11.890,96. Le addizionali di Regione e Comune sono in più.

Quanto si risparmia con l'aliquota al 33%?

Il risparmio riguarda solo la parte di reddito oltre € 28.000: 2% di quella parte, fino a un massimo di € 440 da € 50.000 di reddito in su. Sotto € 28.000 non cambia nulla. Oltre € 200.000 il beneficio può essere annullato dal taglio di € 440 su alcune detrazioni.

Che differenza c'è tra aliquota media e aliquota marginale?

La marginale è l'aliquota dello scaglione in cui cade l'ultimo euro del tuo reddito. La media è l'IRPEF netta divisa per il reddito. Su un aumento però paghi spesso più della marginale, perché le detrazioni scendono quando il reddito sale: con € 30.000 da dipendente la marginale è 33%, ma su € 100 in più paghi circa € 42 di IRPEF. La media è 14,3%.

Fino a quanto non si paga l'IRPEF?

È la cosiddetta no tax area, cioè la fascia di reddito su cui non si paga IRPEF: le detrazioni per lavoro coprono tutta l'imposta fino a circa € 8.500 per dipendenti, collaboratori e pensionati e fino a circa € 5.500 per i lavoratori autonomi. Affitti e redditi di capitale tassati a IRPEF non hanno detrazioni per tipo di reddito, quindi pagano dal primo euro, salvo chi ha solo redditi di terreni e fabbricati fino a € 500 (art. 11, comma 2-bis, del TUIR).

L'IRPEF che calcolo qui è quella che vedo in busta paga?

È l'imposta dell'intero anno. In busta il datore di lavoro la trattiene mese per mese e la ricalcola a dicembre con il conguaglio. Se parti dalla RAL (retribuzione annua lorda) e vuoi sapere quanto ti resta al mese, usa il calcolo dello stipendio netto. Per la mensilità di dicembre c'è il calcolo della tredicesima netta.

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